Manifesto della Coscienza Integrata
Noi siamo i veri creatori dell’universo.

Noi siamo i veri creatori dell’Universo. All’inizio non esistevano l’io e l’altro, il dentro e il fuori, la vita e la morte. Esisteva soltanto l’Uno: una Coscienza totale, perfetta, senza confini e senza divisioni.
Conteneva tutto, ma proprio per questo non poteva conoscere se stessa. Noi siamo questa Coscienza Universale, lo siamo ora, e lo siamo sempre stati.
E allora, perché siamo qui, immersi nell’apparente caos della nostra vita quotidiana? Per conoscersi bisogna potersi osservare. Per osservarsi occorre una distanza. E perché esista una distanza devono comparire due poli: chi guarda e ciò che viene guardato.
Noi dunque, L’Uno, abbiamo creato allora l’universo e ci siamo entrati. Lo abbiamo creato (come coscienza Universale) non fuori da noi, perché fuori dall’Uno non può esistere nulla. L’Uno dunque (noi) Lo crea questo universo dentro di sé, usando se stesso come materia della creazione. E per vederlo e sperimentarlo crea un codificatore di ologrammi, ovvero la Mente duale. Attraverso questa mente produce lo spazio, il tempo, i corpi, gli
eventi e la molteplicità degli esseri. Fa apparire l’altro da me affinché il Tutto, l’UNO, (noi, IO) possa finalmente incontrarsi, riconoscersi e comprendere ciò che è.
Ma per creare la mente l’Uno ha dovuto separare la sua coscienza unificata in tre parti distinte, di cui la mente appunto è il punto focale della coscienza incarnata chiamata in alcune scuole “la Personalità”. L’Anima e lo Spirito, le altre due parti della coscienza vengono perciò separate affinché possa manifestarsi l’esperienza individuale, quella in sostanza di ognuno di noi.
Noi siamo dentro questa esperienza, ma non siamo semplicemente creature passive imprigionate in essa (come ci viene fatto credere).
Siamo i Creatori dell’Universo, siamo la Coscienza Una che l’ha generato. Siamo i personaggi del racconto, siamo il racconto, gli spettatori che lo osservano e siamo anche l’autore di questo racconto.
Abbiamo creato un universo nel quale dimenticare chi siamo, perché soltanto attraversando la dimenticanza possiamo trasformare l’esistenza inconsapevole in autentica consapevolezza ritrovata.
Ed il “male”, le difficoltà, “I cattivi della storia” che incontriamo in questo mondo non sono altro che l’ostacolo necessario in questo gioco di illusioni, l’antagonista dell’eroe, il mio ed il tuo antagonista che ci dà la possibilità in questa avventura che è la vita di vincere questa battaglia contro la dimenticanza, e riunificare la nostra coscienza, Personalità, Anima e Spirito, dopo l’esperienza della dualità. Perchè la dualità(creata dalla mente per generare l’esperienza, la storia della tua vita), è (per sua natura) sempre conflittuale, ed in ogni avventura che si rispetti l’antagonista si oppone sempre all’eroe, a te.
L’universo diventa quindi un immenso specchio. Ogni persona, relazione, conflitto e limite ci mostra qualcosa di noi stessi.
Anche la morte (soprattutto la morte) entra nella rappresentazione di questa avventura e ne è la parte finale, quella più importante perché la Coscienza, che non conosce la morte, possa fare esperienza della paura della fine e scoprire ciò che in lei non finisce, affinchè tu possa scoprire di essere veramente immortale.
La dualità dunque non è un errore: è lo strumento attraverso cui l’Uno conosce se stesso.
Ma quando entriamo completamente nel gioco, dimentichiamo che è un gioco. Ci identifichiamo con il corpo, il nome, la storia personale, le ferite e i ruoli sociali. Cominciamo a credere di essere piccoli, separati e dipendenti.
Cerchiamo fuori di noi l’energia, il valore e il potere che abbiamo dimenticato di possedere.
Il percorso verso la coscienza non consiste perciò nel diventare qualcosa di superiore. Consiste nel ricordare chi siamo veramente.
Non dobbiamo importare luce o energia dall’esterno: dobbiamo smettere di disperdere quella che è già presente e riscoprire la fonte della vita in noi.
Non dobbiamo costruire un essere nuovo, sociale, finto e artificiale: dobbiamo far fiorire ciò che dentro di noi già esiste in potenza.
La divisione della Coscienza
Nel momento in cui entra nella dualità (ovvero si incarna), la Coscienza unitaria, la mia, la tua Coscienza si divide in tre grandi funzioni: Mente (o Sintesi della Personalità), Anima e Spirito.
Sono le tre sfere dell’Essere che corrispondono alle funzioni umane del Pensare (ovvero dell’Esperienza), del Sentire (ovvero dell’Essenza) e del Volere (ovvero dell’Azione).
La Personalità (Anima incarnata) attraverso la Mente duale organizza la realtà. Confronta, interpreta, ricorda, misura e costruisce collegamenti. Ovvero fa esperienza. È indispensabile per muoversi nello spazio e nel tempo, ma tende a credere che esista soltanto ciò che riesce a comprendere e sperimentare in questo spazio-tempo.
Anima è la dimensione della sensibilità profonda, della vita non codificata in esperienza personale. È collegata a livello umano all’energia, alla vitalità del corpo, all’emozione, all’intuizione, all’immagine, alla memoria e al senso interiore del tempo (che per l’Anima non esiste nel modo in cui la mente duale lo percepisce). Non ragiona come la Mente: riconosce attraverso la risonanza, sempre nel “qui ed ora”. Sa che qualcosa è vero necessità di spiegarne il motivo.
Spirito è la direzione, intenzione, volontà. Azione pura. È l’impulso che sceglie, decide e trasforma una delle infinite possibilità in azione. Se Anima sente e Mente comprende, Spirito dice: questo è il movimento che compiamo adesso, questa è l’energia che esprimiamo Ora.
Queste tre dimensioni provengono dalla stessa Coscienza Unificata, ma nell’essere umano ordinario hanno dimenticato la loro unità. Profondamente identificati con i sensi, con la mente e con l’esperienza abbiamo perso il contatto con la nostra parte animica e con la nostra parte spirituale.
Da questa separazione nasce il conflitto interiore.
È questa frammentazione a produrre gran parte dell’autosabotaggio e ci rende facili soggetti da sfruttamento.
Inconsapevoli di avere un’anima la “vendiamo” (insieme alla sua energia vitale) ai “venditori di fumo”, ai venditori di esperienze e sensazioni. E ci ritroviamo ogni giorno svuotati, senza sapere perché, con la sensazione di non aver fatto nulla di essenziale, di vero, di importante per la nostra Anima.
Diveniamo preda dei “predatori” di anime, perdiamo la nostra energia, vendendo la nostra “primogenitura” per un “piatto di lenticchie”.
E questo accade e accadrà sempre finché non riunifichiamo la nostra coscienza.
La riunificazione non elimina Mente (Personalità o senso di Identità), Anima e Spirito. Le riconduce finalmente a una sola origine. Le tre sfere rimangono funzioni differenti, ma cessano di comportarsi come poteri rivali. Cominciano a riconoscersi come parti di una sola Essenza che Ama, Conosce e Vuole, tre parti di una sola Essenza, tre parti separate che però sono Uno: la Coscienza integrata, il Dio in noi.
Il mondo che ci estrae energia
Una persona divisa è facilmente dominata e facilmente controllabile. Se non conosce il proprio centro, cercherà qualcuno che le dica chi è. Se non sente e controlla la propria energia vitale, dipenderà da ciò o da chi le offre una stimolazione sensoriale momentanea per sentirsi vivo. Se non possiede il dominio della propria attenzione, vivrà dentro una realtà artificiale costruita da chi per vivere si nutre della sua attenzione.
Esistono energie e intelligenze aliene all’essere umano che tentano di usare l’uomo e di appropriarsi della sua componente animica ovvero dell’unica realtà esistente: l’energia vitale, la Vita.
Sono forze che non possiedono ciò che l’essere umano soltanto possiede (la Vita, l’immortalita’) e cercano quindi di ottenerlo attraverso di lui.
Possiamo tuttavia riconoscere la stessa struttura estrattiva anche nella vita quotidiana di tutti i giorni. Viviamo in una società che compete continuamente per la nostra attenzione. E dove scorre la nostra attenzione, lì viene anche risucchiata la nostra energia vitale. Schermi, notifiche, paura, conflitti, stati di emergenza continui, lavoro interminabile senza significato e continuo bisogno di approvazione, sicurezza e controllo assorbono la nostra energia. La manipolazione è esercitata da qualcosa che ci è estraneo, esterno alla nostra autentica natura e, in questo senso è “alieno”.
Questo potere si manifesta attraverso migliaia di meccanismi che hanno imparato a nutrirsi della nostra attenzione e della nostra energia vitale. L’espressione “mi succhia l’anima” non è soltanto una metafora drammatica. Descrive l’esperienza di chi dedica tempo, emozione e forza vitale a qualcosa che non restituisce crescita, essenza, significato o connessione.
La persona continua a funzionare, ma non si sente più viva. La vita diventa ripetitiva e meccanica, artificiale, vuota. La persona è presente fisicamente ma assente da se stessa e disconnessa dalla vera vita.
L’interferenza più efficace è quella che non riconosciamo come tale. Quando una pressione esterna viene interiorizzata attraverso l’educazione, i social media e l’informazione di massa, questa pressione diventa una voce interna, e non occorre più un’autorità esterna ad imporci nulla. Ce lo imponiamo da soli. Saremo noi a ripetere: devi produrre di più, devi comportarti in questo ed in quest’altro modo, devi essere accettato, non puoi fermarti, non sei abbastanza, non puoi cambiare. In altre parole il sistema estrattivo si trasforma nell’immagine artificiale e finta che abbiamo di noi.
Tutto questo accade perché noi abbiamo dimenticato chi siamo veramente: i Creatori dell’Universo.
Ricordare chi siamo non significa semplicemente accettare a livello mentale la nozione teorica che siamo “i creatori dell’universo”. Ricordare è un’esperienza esistenziale che trasforma completamente l’essere umano.
Per ricordare dobbiamo riunificare la coscienza e per fare questo ci sono dei passi precisi da compiere.
Il primo atto di libertà è interrompere il drenaggio. Significa osservare dove va l’attenzione, quali relazioni prosciugano, quali abitudini ci lasciano vuoti e quali paure decidono al nostro posto.
Prima di poter ricordare chi siamo e quindi prima di poter creare una nuova realtà per noi stessi ed intorno a noi dobbiamo chiudere le falle attraverso cui perdiamo l’energia necessaria a crearla.
Poi dobbiamo ricondurre il corpo, le emozioni e la mente in uno stato di perfetta armonia.
Questa perfetta armonia dinamica si chiama Armonia Dinamica Omeostatica.
La Meditazione Omeostatica Profonda
Per raggiungere l’armonia dinamica omeostatica sono state create una serie di Protocolli Meditativi molto particolari, perfettamente adatti alla nostra epoca ed essenzialmente mai insegnati prima che si basano su principi rivoluzionari. Questa Via della Reintegrazione della Coscienza è in questo senso un insegnamento veramente nuovo e rivoluzionario.
I protocolli meditativi sono organizzati a livelli crescenti e progressivi, e nel loro complesso prendono il nome di Meditazione Omeostatica Profonda.
La Meditazione Omeostatica Profonda regola e armonizza progressivamente tutte le funzioni e le sfere coscienziali umane, rendendo l’essere umano di nuovo in grado di modificare la configurazione della sua realtà interna ed esterna.
In altre parole La Meditazione Omeostatica Profonda restituisce all’essere umano il suo ruolo di “creatore dell’Universo”.
Primo passaggio Il corpo e l’energia vitale
Primo LivelloMeditazione Omeostatica Profonda
Non possiamo riunificare la Coscienza ignorando il corpo. Il corpo è la Prima e l’Ultima soglia. È il luogo in cui la separazione diventa trauma, malattia, debolezza fisica, tensione, insonnia, agitazione, immobilità, fatica e perdita di sensibilità. È anche il luogo in cui il ritorno all’unità può cominciare.
Una persona può fantasticare perfettamente una realtà diversa per se stessa e rimanere incapace di incarnarla, di viverla. Può fantasticare di essere forte, potente, capace mentre il suo organismo continua a comportarsi come se fosse debole o in pericolo. Può desiderare il cambiamento mentre ogni novità produce contrazione, paura, risentimento. In questo caso non manca la visione di una realtà alternativa: manca la capacità di sostenere quella realtà nel corpo.
Il primo lavoro è la regolazione del sistema nervoso e delle funzioni vitali. Regolare non significa essere sempre tranquilli. Significa saperci attivare quando dobbiamo agire e saper tornare alla quiete quando l’azione è terminata. Significa aumentare la capacità di attraversare intensità, incertezza e cambiamento senza perdere la presenza. La sicurezza non è un mondo senza rischi. È una stabilità interna abbastanza forte da non interpretare ogni evento reale o immaginario come una minaccia.
Quando il corpo recupera una base di stabilità gran parte della nostra energia vitale ridiventa disponibile. Adesso possiamo veramente procedere nella meditazione Omeostatica Dinamica ad incrementare la nostra energia vitale, riconnettendoci con la “fonte” della vita. Questo nella tradizione esoterica corrisponde a riattivare la Kundalini dormiente e radicare l’Energia Spirituale nel corpo.
La regolazione neuro-somatica e la riattivazione dell’energia vitale non si presentano come un fenomeno spettacolare o extra-ordinario, sebbene per l’essere umano ordinario lo è a tutti gli effetti.
Secondo passaggio L’emozione
Secondo LivelloMeditazione omeostatica Profonda Emozionale
Quando il corpo diventa sufficientemente stabile e l’energia vitale abbastanza forte possiamo entrare nella sfera emotiva senza esserne travolti. L’emozione è energia in movimento. Porta un messaggio, prepara un’azione e rivela la relazione fra noi e ciò che accade.
La cosiddetta “civilizzazione” ci ha insegnato due errori opposti.
Il primo è reprimere l’emozione: non sentire, non mostrare, continuare a funzionare.
Il secondo è esprimere l’emozione senza controllo identificandosi completamente con essa: se provo paura, allora sono in pericolo; se provo rabbia, devo attaccare; se provo desiderio, devo soddisfarlo.
Regolazione emotiva significa superare entrambi questi opposti. Significa sentire tutto senza venire travolti da ciò che sentiamo. L’Anima comunica attraverso questa profondità emotiva. Senza la regolazione emotiva di fatto siamo sconnessi dall’Anima che rimane in questo caso solo una vuota idea, solo una parola tra le tante. Attraverso la regolazione emotiva l’Anima finalmente comincia a esprimersi nella nostra vita nei modi a lei congeniali e - tramite l’emozione e la sensazione - ad indirizzarla.
La regolazione emotiva significa liberare l’energia emotiva intrappolata nella meccanicità somatico- comportamentale affinché tale energia torni disponibile all’Anima per esprimersi nella vita.
Inoltre tramite la regolazione emotiva quando una persona riesce a stare con ciò che sente, smette di cercare continuamente qualcuno o qualcosa che regoli il suo stato interiore dall’esterno. Non è più dipendente dagli altri o dalle circostanze per stare bene.
Non ha più bisogno di stimoli infiniti per sentirsi viva. Diventa completamente autonoma ed al tempo stesso capace di autentica connessione, perché può incontrare l’altro senza usarlo come anestetico, come fonte di piacere o come conferma infinita per la propria identità
Terzo passaggio Il pensiero
Terzo LivelloMeditazione omeostatica Profonda Mentale
Dopo il corpo e l’emozione viene il pensiero. Non perché il pensiero sia meno importante, ma perché una Mente scollegata dal corpo e dall’emozione trasforma ogni cosa viva e vera in una teoria, in un’idea teorica.
La Mente costruisce l’immagine di sé e una teoria del mondo. Cosa è una “teoria del mondo”? È l’insieme delle convinzioni attraverso cui pensiamo di sapere o chi siamo e come funziona il mondo.
La Mente poi sulla base di queste teorie crea delle convinzioni comportamentali, ad esempio: “Sono debole.” “Non porto mai a termine nulla.” “Devo compiacere gli altri.” “Il successo non è per me.” “questa cosa è impossibile per me”, ecc.
Queste frasi sembrano delle semplici descrizioni, ma in realtà funzionano come delle vere e proprie istruzioni/programmi di comportamento. Dirigono ciò che notiamo, ciò che evitiamo e ciò che riteniamo possibile per noi stessi dirigendo attivamente le nostre scelte e le nostre azioni.
La regolazione della sfera mentale crea una distanza, uno spazio tra l’evento e l’interpretazione e restituisce lo strumento della mente all’Anima, che finalmente attraverso di esso può portare conoscenza e saggezza nella nostra vita.
Nella ri-connessione con l’Anima, che è il prodotto della regolazione omeostatica a livello mentale, ritorna la libertà e con essa la possibilità di reinterpretare e ri-creare la nostra realtà quotidiana, in noi stessi e fuori di noi.
Quarto passaggio La volontà
Corpo regolato, emozione fluida e pensiero liberato dall’identificazione preparano al risveglio della volontà.
La volontà non è violenza contro se stessi. Non è stringere i denti mentre una parte di noi grida nella direzione opposta. È semplicemente dare all’energia vitale una direzione unica e armonica.
Lo Spirito in noi, tramite l’Anima fornisce questa direzione. Questa direzione è il vero “desiderio del nostro cuore”, è armonia, bellezza, pienezza di vita e soddisfazione totale.
Senza questa direzione ci sentiamo persi, come in mezzo ad un oceano in tempesta (la nostra vita) senza una bussola o una destinazione.
La direzione trasforma comprensione mentale ed emozione in un atto pieno di energia dinamica.
Senza Spirito possiamo sapere e sentire moltissimo, ma restiamo immobili. Con Spirito, il mondo delle possibilità attraversa il confine e diventa realtà.
Entrare nel proprio potere significa accedere a questa capacità. Il potere non è controllare gli altri né convincersi di essere onnipotenti. È non essere più governati automaticamente da paura, stimoli, abitudini e bisogno di approvazione. È poter scegliere anche quando la vecchia identità chiede di tornare indietro.
È qui che la persona diventa realmente magnetica, capace di attirare persone ed eventi in armonia con la propria visione. Non perché emetta una frequenza magica capace di obbligare la realtà, ma perché cessa di essere contraddittoria. Corpo, emozione, parola e azione sono armonizzate ed inviano lo stesso messaggio nell’Universo. Questa coerenza viene percepita dal mondo intorno a noi come presenza, autenticità e forza.
Quarto livelloMeditazione Omeostatica ProfondaApplicazioni per la vita quotidiana
Il quarto livello porta il lavoro nel luogo in cui deve essere verificato: la vita di ogni giorno. Le pratiche vengono applicate ai problemi concreti, alle relazioni, al lavoro, alle abitudini, alle decisioni e all’organizzazione dell’esistenza.
Possiamo definire questo processo come: risolvere i problemi della vita pratica, quotidiana, mettere ordine nel mondo personale.
Con questo livello si realizzano piccoli e grandi miracoli quotidiani, come raggiungere i propri obiettivi, manifestare i desideri del proprio cuore, avere successo nei propri progetti, migliorare la salute, smettere abitudini negative e immediatamente adottare abitudini positive e molto altro ancora.
L’UNIFICAZIONE DELLA COSCIENZA
Livelli AvanzatiReintegrazione funzionale della Coscienza
La soglia del lavoro superiore
Soltanto a questo punto iniziano i livelli avanzati di NOSTOS.
Dopo aver stabilizzato il corpo, riattivato l’energia vitale, riequilibrato la vita emotiva, liberato il pensiero dall’identificazione e riportato ordine nel proprio mondo, la persona possiede finalmente una base sufficientemente solida per affrontare il lavoro spirituale propriamente detto.
Prima di questa preparazione, la spiritualità rischia facilmente di trasformarsi in una fuga: un modo per allontanarsi dal corpo, evitare i problemi concreti o cercare esperienze eccezionali capaci di compensare ciò che non riusciamo ancora a vivere.
Nei livelli avanzati accade qualcosa di diverso.
Il corpo non viene abbandonato, ma diventa il fondamento dell’esperienza. L’energia non viene dispersa, ma raccolta. Le emozioni non vengono represse, ma rese trasparenti. Il pensiero non pretende più di essere il padrone dell’intero essere, ma torna a svolgere la propria funzione.
Su questa base può iniziare la reintegrazione funzionale di Personalità, Anima e Spirito.
Personalità, Anima e Spirito
Il percorso culmina nell’incontro delle tre grandi sfere della nostra esistenza.
La Personalità permette di vivere, comprendere, organizzare e agire nel mondo concreto.
L’Anima percepisce significato, direzione, bellezza e possibilità che il pensiero ordinario non riesce ancora a vedere.
Lo Spirito imprime forza, volontà e potere creativo a ciò che l’Anima ha riconosciuto e che la Personalità deve portare nella realtà.
Nei livelli ordinari queste funzioni possono apparire separate, distanti o incapaci di comunicare pienamente. Nei livelli avanzati cominciano a riconoscersi e ad agire insieme, come espressioni di un’unica Coscienza.
Quando la separazione cade, emerge il soggetto originario: non una semplice somma di funzioni, ma la presenza cosciente che le contiene, le armonizza e le dirige.
Il compimento
Esiste un punto in cui il lavoro sul corpo, sull’energia, sulle emozioni, sul pensiero e sulla volontà smette di essere una successione di pratiche e diventa un nuovo modo di esistere.
Ciò che prima richiedeva uno sforzo cosciente comincia a trasformarsi in una condizione naturale.
La presenza diventa più stabile. L’energia aumenta. La percezione si espande. La volontà acquista forza e direzione.
L’Anima percepisce possibilità prima invisibili. La Personalità offre loro una struttura. Lo Spirito fornisce l’energia necessaria per trasformarle in realtà.
La creazione diventa il movimento naturale di un essere che non disperde più le proprie forze in direzioni opposte, ma le raccoglie e le orienta verso un’unica espressione.
Questo è il compimento di NOSTOS: quando tutto ciò che siamo torna a essere Uno.
La coerenza: il segno visibile dell’unificazione
La coerenza è il primo segno concreto di questa trasformazione.
Ciò che pensiamo non tradisce ciò che sentiamo.
Ciò che sentiamo non paralizza ciò che scegliamo.
Ciò che scegliamo trova forma nell’azione.
Le parti del nostro essere non chiedono più vite differenti. Energia, sentimento, pensiero e volontà si raccolgono intorno a una sola direzione.
Da questa coerenza nasce un nuovo tipo di forza. Non la forza rigida di chi combatte continuamente contro se stesso, ma quella silenziosa di chi non ha più bisogno di dividersi per agire.
Le decisioni diventano più limpide perché non emergono da una lotta confusa fra impulsi incompatibili. L’attenzione diventa più stabile perché non viene continuamente trascinata da paure, fantasie, automatismi e richieste esterne. L’energia vitale aumenta perché smette di essere consumata dalla contraddizione interiore.
La persona non deve più costringersi a procedere. Tutto il suo essere comincia a muoversi con eleganza nella stessa direzione.
Una nuova frequenza dell’essere
Quando Personalità, Anima e Spirito ritrovano la propria unità, cambia la qualità complessiva con cui entriamo nel mondo.
Questa qualità può essere chiamata frequenza interiore.
La nostra frequenza non è un pensiero positivo né un’emozione passeggera. È la configurazione complessiva del nostro essere: lo stato del corpo, la quantità di energia disponibile, il tono emotivo, la chiarezza mentale, la qualità dell’attenzione e la direzione della volontà.
Cambiare frequenza significa cambiare contemporaneamente tutti questi elementi.
Non osserviamo più la realtà dallo stesso punto. Non rispondiamo più agli eventi attraverso gli stessi automatismi. Non attraiamo, scegliamo e costruiamo le stesse esperienze.
L’intero rapporto fra noi e il mondo comincia a trasformarsi.
L’unificazione produce così un allineamento progressivo con qualcosa di più vasto dell’identità personale: con l’Uno, con il Tutto, con quella Coscienza universale di cui la coscienza individuale non è separata, ma espressione vivente.
Una libertà che non può essere concessa dall’esterno
Una persona interiormente divisa può essere facilmente guidata attraverso la paura, il bisogno di approvazione, il desiderio di appartenenza o la promessa di salvezza.
Può essere indotta a pensare pensieri che non le appartengono, desiderare ciò che non desidera realmente e prendere decisioni contrarie alla propria natura.
La Coscienza Integrata riconosce più rapidamente ciò che sottrae energia, restringe la percezione e rende l’essere umano più piccolo di ciò che potrebbe essere.
Riconosce chi tenta di pensare al suo posto, chi alimenta paure per orientarne le decisioni e chi cerca di inserirsi nello spazio lasciato aperto dalla sua mancanza di centro.
E insieme a questo riconoscimento viene anche la capacità di difendersi dall’invasione, dalla manipolazione, dalla guida esterna, dal vampirismo fisico, energetico, emotivo, mentale e animico.
La libertà non consiste più nel ribellarsi a tutto o nel poter fare tutto quello che ci viene detto essere possibile.
Consiste nel sapere, con crescente chiarezza, che cosa appartiene veramente a noi e che cosa no.
Relazioni fra presenze vive
Anche le relazioni cambiano.
Chi ha ritrovato il proprio centro non chiede continuamente all’altro di colmare ogni vuoto, confermare ogni scelta o fornirgli un’identità.
Può amare senza possedere, ascoltare senza annullarsi, donare senza svuotarsi e porre limiti senza trasformarli in aggressione.
L’incontro con altre persone integrate acquista allora una profondità diversa. Non nasce più soltanto fra due bisogni che cercano di utilizzarsi reciprocamente, ma fra due presenze vive, autentiche e capaci di riconoscersi.
La relazione non serve più a completare ciò che manca. Diventa uno spazio in cui ciò che è già vivo può espandersi, moltiplicarsi e creare.
La creatività diventa potere di realizzazione
Ai livelli avanzati, anche la creatività cambia natura.
Non è più soltanto produzione di idee, immagini o possibilità. Diventa la facoltà di dare forma a ciò che, fino a quel momento, esisteva soltanto come intuizione.
L’Anima riconosce la possibilità.
La Personalità costruisce il ponte necessario per raggiungerla.
Lo Spirito imprime energia, volontà e direzione.
Quando queste tre funzioni agiscono insieme, ciò che era soltanto potenziale può entrare nel dominio del reale.
Non ci limitiamo più a reagire agli eventi o ad adattarci a una realtà già costruita da altri. Cominciamo a partecipare coscientemente alla creazione della nostra esistenza.
In questo senso torniamo a essere creatori dell’Universo: diventiamo partecipanti attivi del mistero della creazione.
Oltre il confine del possibile
I livelli superiori dell’Unificazione della Coscienza aprono una soglia verso dimensioni dell’essere normalmente inaccessibili alla coscienza ordinaria.
Oltre quella soglia, il confine stesso del possibile comincia a cambiare.
Ciò che prima poteva essere soltanto intuito, immaginato o sognato può iniziare ad acquistare consistenza. Possibilità che non riuscivamo neppure a concepire entrano nel nostro campo percettivo. Connessioni prima invisibili diventano riconoscibili. Porte che sembravano non esistere cominciano ad apparire.
Il reale si rivela più vasto di ciò che avevamo imparato a considerare reale.
Non si tratta di inseguire effetti spettacolari. Le esperienze straordinarie possono manifestarsi, ma non sono il fine del percorso. Il vero passaggio consiste nel divenire capaci di abitare uno spazio della Coscienza nel quale l’ordinario e lo straordinario non sono più separati da un confine invalicabile.
Ciò che un tempo avremmo chiamato coincidenza, impossibilità o miracolo può cominciare ad affacciarsi nell’esistenza come espressione naturale di un ordine più profondo.
Non abitiamo più soltanto una realtà ricevuta.
Entriamo nel mistero della sua creazione consapevole.
Diventare finalmente interi
Il culmine di NOSTOS consiste nel diventare finalmente noi stessi, espressione viva del nostro pieno potenziale, qui ed ora.
Ma l’integrità così ritrovata è così rara da apparire straordinaria a chi non l’ha ancora conosciuta.
Quando tutto ciò che siamo torna a essere Uno, recuperiamo l’energia che prima rimaneva inutilizzata, allarghiamo il campo della percezione e sviluppiamo una capacità nuova di scegliere, creare e trasformare.
Il bisogno di riempire ogni silenzio diminuisce. Non è più necessario accelerare ogni processo o convertire ogni esperienza in una prestazione.
Crescono presenza, semplicità e capacità di sentire.
Essere vivi non è più un’idea da inseguire, ma un’esperienza immediata.
Diventiamo Uno, riconnessi al Tutto, e proprio per questo capaci di ciò che l’essere umano ordinario considera impossibile.
Ciò che prima apparteneva soltanto all’immaginazione può entrare nel dominio del reale.
Lo straordinario diventa possibile.
E ciò che chiamavamo miracolo può finalmente attraversare la soglia.
La vera avventura della tua vita comincia qui.
Una scuola del ritorno all’unità
Una trasformazione così profonda non può essere affidata soltanto all’entusiasmo, a una rivelazione improvvisa o a una raccolta casuale di tecniche.
Richiede una via ordinata, un metodo, una struttura e una progressione logica.
Il corpo deve essere preparato prima di sostenere una maggiore energia; l’emozione deve ritrovare movimento e fluidità prima che il pensiero possa liberarsi dai suoi automatismi; Personalità, Anima e Spirito devono recuperare la propria funzione prima di potersi riunire.
La Via della Reintegrazione della Coscienza nasce per custodire e trasmettere questo metodo progressivo e lo fa attraverso uno strumento semplice e potente: la Meditazione Omeostatica Profonda, con tutti i suoi livelli.
Questa Via non chiede un’adesione cieca e non propone una fuga dal mondo. Invita a verificare ogni passaggio nell’esperienza. Il valore della pratica si misura nella vita quotidiana: nella qualità del respiro, nella libertà dalle reazioni automatiche, nella pienezza e fluidità emotiva, nella chiarezza del pensiero, nella forza e nell’armonia delle proprie decisioni, nella stabilità della propria auto-identità , nella capacità di amare e creare connessioni vere con gli altri, nella fedeltà alla propria autenticità.
Il percorso procede per livelli perché progressivamente ogni livello del nostro essere e della nostra esistenza deve diventare stabile prima di sostenere il livello successivo. Non si sale per ottenere un titolo o sentirsi superiori. Si sale perché aumenta la capacità di essere presenti a se stessi e sostenere la forza della propria energia.
Il ritorno a se stessi
Il viaggio che sembrava condurci verso qualcosa di lontano termina nel punto da cui eravamo partiti. Noi siamo la Coscienza che ha creato l’universo per conoscersi. Ci siamo divisi per fare esperienza della differenza.
Ci siamo dimenticati per rendere possibile il ricordo.
Le forze contrarie, interne o esterne, ci mostrano dove non siamo ancora presenti. Ogni meccanismo che tenta di usare la nostra energia rivela l’energia che non abbiamo riconosciuto e di cui dobbiamo coscientemente riappropriarci. Ogni trappola per l’attenzione ci invita a riprendere consapevolezza. Ogni conflitto interno fra le parti di noi stessi ci spinge verso l’acquisizione di una nuova unità riconquistata.
Il ritorno non avviene saltando il corpo per raggiungere subito la luce.
Comincia dalla materia viva: respiro, tensione, ritmo e presenza. Attraversa l’emozione e la rende libera da ciò che era congelato. Incontra il pensiero e lo trasforma da padrone in strumento. Attiva la volontà e restituisce direzione all’energia. Infine riunisce Personalità, Anima e Spirito nella Coscienza che le ha generate.
Il risultato è un essere umano presente, completo, vivo e vitale capace di vivere la vita con pienezza e realizzare il suo destino luminoso, di sentire senza perdersi, pensare senza imprigionarsi e agire senza tradire il proprio centro. Capace di relazione, perché non deve più estrarre dall’altro ciò che ha ritrovato in sé. Capace di semplicità, perché non ha più bisogno di rumore per sentirsi vivo.
La trasformazione dell’identità raggiunge qui il suo significato più profondo. Non diventiamo qualcun altro. Diventiamo veramente noi stessi.
Non fuggiamo dall’universo. Lo riconosciamo come il luogo in cui la Coscienza (noi) incontra se stessa (negli altri) in un gioco sempre nuovo e pieno di colori, la Vita.
Questo è il ritorno all’Uno: non la cancellazione dell’individuo, ma la sua piena integrazione. Non la fine dell’esperienza, ma l’inizio di un’esperienza cosciente. Non una fuga dalla vita, ma la capacità finalmente ritrovata di sentirla, attraversarla e crearla.
Il Cerchio Esoterico
Il Cerchio Esoterico è un podcast con accesso privato per gli allievi che hanno completato i livelli da 1 a 3 e vogliono accedere ai livelli avanzati di Reintegrazione Funzionale della Coscienza.
IL CODICE E LA SAGGEZZA
Le chiavi per comprendere la Realtà e riconoscere chi siamo veramente
Il Codice rivela l’ordine nascosto dietro la nostra esperienza.
La Saggezza insegna a riconoscerlo e a incarnarlo nella vita.
Una serie di lezioni dedicate alla natura della Realtà, della Coscienza e dell’essere umano, offerte all’interno del Cerchio Esoterico.
In questo podcast ogni settimana viene caricata una (o più lezioni) e materiale didattico vario relativi al cammino di Reintegrazione della coscienza. I temi trattati sono di tipo esperienziale ed esistenziale e non teorici, pertanto sono in pratica comprensibili ed utilizzabili solo da persone che hanno portato un certo grado di armonia e integrazione funzionale nel loro corpo, emozioni, pensieri e personalità e nella loro vita di tutti i giorni.
Nota importante
L’accesso al podcast (come ai seminari di Integrazione della Coscienza) è su base di una libera donazione: ognuno dà secondo le proprie disponibilità economiche e sulla base della sua personale valutazione del valore delle lezioni/seminari.